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2016, l'anno della svolta organizzativa

2016, l'anno della svolta organizzativa
30.01.2017

Il 2016 è stato per l’IPA l’anno della svolta organizzativa. Se i progetti avviati negli anni precedenti avevano permesso il consolidamento della rete e la sperimentazione di nuove forme di governance, nel corso dell’anno che si è appena concluso l’Intesa programmatica d’area ha deciso di darsi una nuova struttura, per rendere più incisiva, organica e sistematica la propria azione. Il nuovo modello si fonda su tre grandi linee progettuali - PAES, Europrogettazione e Marketing territoriale - affidate a tre diverse cabine di regia, cui è assegnato il compito di sostenere la realizzazione dei percorsi di lavoro e la gestione operativa dei progetti di sviluppo territoriale.

La prima parte dell’anno è stata dedicata alla “messa a regime” della struttura. La gestione dei tre progetti è stata affidata tramite bando a tre diverse società, hanno quindi preso il via le prime azioni.

E’ stato attivato un tavolo di lavoro misto pubblico privato - rappresentativo delle forze locali, dalle amministrazioni alle associazioni di categoria agli operatori turistici - con l’obiettivo di arrivare alla definizione del piano di marketing territoriale, per promuovere lo sviluppo di un turismo di qualità. Il tavolo ha definito le linee strategiche del piano, individuate nel turismo di qualità, nella promozione delle proposte dedicate ai giovani e nella valorizzazione della vacanza attiva e dello sport. Proprio per coinvolgere tutto il territorio in questo percorso, l’IPA ha organizzato fra dicembre 2016 e gennaio 2017 un ciclo di incontri con i portatori di interesse. Appuntamenti molto partecipati, occasioni di ascolto e di verifica che hanno visto la presenza di operatori turistici della ricettività e della ristorazione, guide, agenzie, noleggi e trasporti, amministratori e tecnici comunali, commercianti, artigiani e rappresentanti delle associazioni locali. Ben 51 gli operatori turistici che hanno raccolto l’invito, cui si affiancano 30 operatori economici, 20 rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, 17 rappresentanti delle associazioni. Le conclusioni dei lavori di gruppi verranno raccolte dal tavolo di lavoro che si riunirà entro il mese di febbraio per fare sintesi di quanto emerso, mentre entro luglio verranno definiti i progetti faro per lo sviluppo del turismo e concreti nati dagli stimoli suscitati dal percorso partecipativo. Il 2016 è stato anche l’anno che ha segnato l’ingresso condiviso di tutti i Comuni dell’IPA nella nuova OGD Treviso città d’arte e ville venete (organizzazione di gestione della destinazione turistica), organismo di governance del turismo introdotto dalla nuova legge regionale sul turismo nel 2013.

Nel corso del 2016 il percorso di attuazione del PAES, affidato a una cabina di regia cui si affianca un tavolo tecnico politico, ha registrato nuovi avanzamenti. Due i progetti su cui si è concentrata l’azione. Il progetto condiviso per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica aveva preso il via con la redazione di un progetto preliminare da parte di ogni Comune, invitato a individuare le priorità di intervento nel proprio territorio per arrivare alla progressivo adattamento degli impianti esistenti con sistemi di nuova generazione, meno inquinanti. Il prossimo passo in via di definizione è  la realizzazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un piano unico per l’illuminazione pubblica del territorio, l’individuazione delle imprese che hanno i requisiti per realizzarlo e la ricerca di possibili soggetti finanziatori. Fra gli obiettivi del PAES, anche l’investimento sull’efficientamento degli edifici pubblici, sulla base delle priorità individuate dal Piano d’Azione. I Comuni di Mussolente e di San Zenone degli Ezzelini hanno già ottenuto un finanziamento che consentirà di realizzare interventi nelle strutture scolastiche. Il Comune di San Zenone è risultato vincitore di un bando regionale, mentre Mussolente ha ottenuto un finanziamento dal fondo di rotazione per l’attuazione del protocollo di Kyoto. Anche tutti gli altri Comuni del territorio si sono impegnati nell’attività di diagnosi energetica dei propri edifici pubblici: una mappatura che consentirà di avere un quadro complessivo dei consumi e dei possibili risparmi ottenuti con interventi di riqualificazione e che faciliterà l’accesso ai finanziamenti.

Il percorso del PAES ha visto il coinvolgimento ampio del territorio, attraverso un ciclo di incontri nel corso dei quali sono stati presentati gli incentivi esistenti, le nuove possibilità di accesso al contro termico e le opportunità offerte dalla campagna Legambiente “Esco sul tetto” per promuovere presso gli installatori l’utilizzo di impianti a fonte rinnovabile.

All’attuazione del PAES si affianca un costante monitoraggio, che consente di “misurare” le azioni anche in termini di riduzione della C02.

Per quanto riguarda l’Europrogettazione, durante tutto il corso dell’anno sono stati promossi incontri mirati con amministratori locali, rappresentanti delle associazioni delle categorie economiche e di altri enti, al fine di raccogliere le diverse esigenze, proposte e idee per la ricerca di nuove opportunità di finanziamento. Due i temi su cui è stata posta maggiore attenzione: il marketing territoriale e turistico (produzioni tipiche, mobilità lenta, cultura locale, Grande Guerra) e la sostenibilità energetica (risparmio energetico, riduzione delle emissioni, Patto dei Sindaci). Per far conoscere le opportunità di finanziamento ai soggetti del territorio - amministrazioni, ma anche rappresentanti delle categorie e imprese - è stata attivata una newsletter dedicata a segnalare le opportunità di accesso alle risorse. Sul tema della mobilità ciclistica sono state attivate le prime azioni per consentire la partecipazione ad un progetto Interreg Italia Austria.

Nel corso dell’anno gli 11 Comuni appartenenti alle tre IPA del Massiccio del Grappa hanno definito un progetto condiviso per l’attivazione di un sistema di accoglienza e di informazione turistica dedicato all’area, primo esito concreto dell’accordo per la gestione unitaria del Massiccio siglata dalle IPA Terre di Asolo e Monte Grappa, Pedemontana del Brenta e Prealpi Bellunesi. E’ stato ideato un format riconoscibile per gli allestimenti e un progetto di comunicazione coordinata. Il sistema informativo è centrato sulla Grande Guerra, ma coinvolge gli altri grandi tematismi territoriali ed è implementabile progressivamente, in termini di contenuti e di coinvolgimento degli attori. Nell’area del Grappa - in corrispondenza dei luoghi individuati come “portali” di accesso ma anche in altri luoghi strategici - verrà installata una segnaletica coordinata, cui si affiancano pannelli informativi e totem dedicati al “racconto” del territorio. Il progetto di comunicazione coordinata prevede la realizzazione di un nuovo logo e di una identità visiva condivisa, di un sito web e di un’app dedicata alla presentazione delle eccellenze e delle opportunità di visita.

Lo scorso 20 dicembre la conferenza di servizi riunita a Roma presso la struttura di missione del Centenario ha approvato il masterplan per la riqualificazione dell’area di Cima Grappa. Prevista la riapertura della galleria Vittorio Emanuele, la demolizione dell’ex base Nato - la cui area verrà completamente bonificata - e la realizzazione del museo militare presso la caserma Milano. Il progetto prevede investimenti per 6 milioni di euro finanziati in larga parte dal governo e in parte dalla Regione del Veneto. Un risultato importante e atteso. In particolare, l’inserimento nel masterplan dell’abbattimento dell’caserma - struttura ormai fatiscente che rappresentava un elemento di degrado nell’area - è frutto anche dell’attività di stimolo svolta dall’IPA. Un’azione che parte da lontano: nel 2014 è stato siglato un accordo territoriale per la gestione unitaria del massiccio del Grappa, riunendo per la prima volta a uno stesso tavolo le tre IPA e le tre Unioni montane che insistono nell’area. Pochi mesi dopo la sigla dell’accordo aveva preso il via un confronto territoriale volto a individuare le priorità di intervento in occasione del Centenario e proprio nell’ambito di questo confronto era emersa in modo chiaro l’indicazione della necessità dell’intervento di abbattimento, poi recepita dal masterplan del Governo.